Giunge alla sua conclusione il progetto triennale ISJF, realizzato nella provincia di Seno per contribuire alla stabilità regionale e ad una migliore gestione delle migrazioni

Il 30 aprile 2020 si è concluso il progetto triennale ISJF, “Inserimento e stabilizzazione socio-economica di giovani e donne nella Provincia del Séno”, realizzato nell’ambito del Fondo Fiduciario dell'Unione Europea di Emergenza per l’Africa per un totale di 5,2 milioni di euro (3.410.976.400 Fcfa).

Iniziato il 1 gennaio 2017, il progetto JSJF è intervenuto nella provincia del Séno, che come le restanti province della regione del Sahel, dal 2016 è colpita da una crescente insicurezza, dovuta all’attivismo di diversi gruppi armati non statali.

Il terrorismo, unitamente al cambiamento climatico, al costante aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e alla crescita della popolazione, sono soltanto alcuni dei fattori che spingono un numero crescente di persone ad abbandonare i villaggi per trovare fonti di reddito alternative. Tra questi figurano soprattutto i giovani, i quali, non trovando un'occupazione stabile e adeguatamente remunerata così come opportunità di formazione professionale, lasciano le proprie zone d'origine per cercare lavoro altrove, anche nelle miniere d’oro, o, peggio, cedono alla tentazione di entrare a far parte di gruppi terroristici.

E’ in questo contesto che si è inserito il progetto ISJF, il cui obiettivo era quello di contribuire alla stabilità regionale nella Provincia del Séno e ad una migliore gestione delle migrazioni, combattendo le cause profonde dell’instabilità, degli spostamenti forzati delle popolazioni e della migrazione irregolare, accrescendo l’accessibilità economica, le pari opportunità, la sicurezza e lo sviluppo.

Per raggiungere tale obiettivo il progetto, grazie al supporto delle ONG implementartici, ossia OXFAM, CISV, Croce Rossa Spagnola e Humanité&Inclusion, mirava, innanzitutto, a migliorare la resilienza delle famiglie vulnerabili attraverso l’aumento delle produzioni agropastorali, la sicurezza fondiaria e la governance delle risorse naturali. A tale fine, il progetto si è articolato attorno al conseguimento di due risultati: l’aumento delle produzioni agropastorali e il miglioramento della governance locale delle risorse naturali e della sicurezza fondiaria.

In secondo luogo, il progetto mirava ad aumentare le entrate economiche di giovani e donne attraverso lo sviluppo di attività generatrici di reddito e a rinforzare la leadership femminile, la stabilità e la coesione sociale. A tal scopo, il progetto si è articolato attorno al conseguimento di due risultati: lo sviluppo di attività generatrici di reddito (micro-impresa, piccole imprese) e di formazioni a favore di giovani e donne e l’aumento della partecipazione dei gruppi vulnerabili alla governance economica locale e della concertazione sulle problematiche legate al contesto grazie ad un maggior accesso alle informazioni.

Dotato una pagina Facebook e di una playlist dedicata all’interno del canale YouTube dell’AICS Ouagadougou, al progetto ISJF è stata data ampia visibilità anche all’interno dei quotidiani locali, che hanno condiviso le storie di alcuni dei 20.000 beneficiari raggiunti dal progetto e raccontato alcune delle opere più significative realizzate nei sei comuni d’intervento, ossia Dori, Sampelga, Seytenga, Gorgadji, Falagountou et Bani.

Tra queste, figurano la costruzione dello stagno artificiale di Sampalga di 3600m2, profondo 3.5 m e creato per permettere agli allevatori di far abbeverare il proprio bestiame; la dotazione di 400 capi di bestiame a donne e giovani per promuovere l’allevamento di pollame e ruminanti; la costruzione del pozzo a Tiondi grazie al quale gli abitanti della zona non dovranno più percorrere lunghi chilometri a piedi per avere accesso all’acqua; e il supporto alla piscicoltura, che ha permesso a donne e uomini di incrementare i propri guadagni.

Altrettanto significative sono state anche le formazioni dispensate a 2.569 produttori, di cui il 56% donne su tematiche quali le tecniche di condizionamento, conservazione e trasformazione dei prodotti orticoli, le tecniche di produzione orticola e di produzione del compost, la formazione degli agenti ZAT e dei responsabili forestali sulle tecniche di gestione sostenibile delle risorse naturali, la formazione dei produttori di sementi del comune di Bani sulla buona gestione delle società cooperative, la formazione dei produttori sulla problematica della gestione sostenibile delle risorse naturali della provincia del Séno, la sensibilizzazione sulla legge 034 (legge fondiaria) relativa ai terreni rurali, le tecniche di allevamento del pollame e Farmer Business School.

Inoltre, il progetto ha finanziato una sovvenzione diretta all'ONG AGED per la realizzazione di una Adduzione di Acqua Potabile Semplificata (AEPS) nel comune di Bani, più precisamente nel villaggio di Pagalaga, della quale beneficeranno 10.150 persone, di cui 4.958 donne, ma anche 5.000 capi di bestiame e più di 10.000 capi di piccoli ruminanti.

Complessivamente, il tasso di realizzazione del progetto è positivo. Le percentuali di realizzazione dei risultati 1.1 e 1.2, infatti, sono rispettivamente dell’ordine del 80% e dell’86% mentre dei risultati 2.1 e 2.2 del 90% e del 170%, un successo se si considerano le condizioni di sicurezza precarie, che hanno spesso ostacolato l’esecuzione delle attività.

 

La cooperazione italiana al fianco del Ministero della Salute del Niger nella lotta contro il COVID-19

Il 3 settembre 2020, presso l'aeroporto militare di Niamey, si è svolta la cerimonia di consegna della donazione di materiale sanitario offerta dal Governo Italiano alla Repubblica del Niger nell'ambito del sostegno alla lotta contro il COVID-19, che testimonia ancora una volta l'impegno dell'Italia a sostegno del Niger in campo sanitario.

Alla cerimonia, presieduta dall'Ambasciatore d'Italia in Niger Marco Prencipe e dal Ministro della Salute del Niger Idi Illiassou, hanno partecipato, tra gli altri, i funzionari dei Ministeri della Difesa e della Salute Pubblica, personalità di alto rango dell'esercito italiano e nigerino e il Delegato a rappresentare l'AICS di Ouagadougou Saverio Frazzoli.

La donazione è composta da 8 ventilatori Siemens per l'assistenza ai malati di coronavirus, già calibrati e pronti all'uso, compresi di tubi per intubazione e un set di pezzi di ricambio, di cui 6 sono stati acquistati nell'ambito del programma di aiuti umanitari "Assistenza d'emergenza per rifugiati, sfollati, rimpatriati e comunità ospitanti nel lago Ciad - AID 11226/01/04".

Come ha sottolineato l'Ambasciatore d'Italia durante il suo discorso, "la donazione si aggiunge alle precedenti donazioni di medicinali e attrezzature mediche effettuate dall'Italia per sostenere gli sforzi del Governo nigerino per migliorare la salute della popolazione (...). Infatti, dal 24 aprile 2018, data della prima donazione, ad oggi, attraverso voli umanitari operati dal Comando Operativo delle Forze Armate del Ministero della Difesa, l'Italia ha effettuato 25 donazioni di attrezzature mediche nel settore sanitario per un totale di circa 1.725.822.867 FCFA.

La consegna di questa donazione dimostra, come osservato da l'Ambasciatore d'Italia, che "anche in tempi di particolare crisi, l'Italia non ha perso il suo spirito di solidarietà" e in questo senso "la cooperazione italiana si è mobilitata sin da subito per sostenere il Governo del Niger nelle sue attività di cura e prevenzione del coronavirus nel Paese", finanziando, inter alia, l'iniziativa di emergenza a sostegno delle popolazioni vulnerabili delle regioni di Tillabery e Tahoua, AID 12013.

Il Niger è uno dei Paesi prioritari per la cooperazione italiana e l'AICS di Ouagadougou, attraverso il suo ufficio di Niamey, è attivamente impegnata nel perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare nel campo degli aiuti umanitari, del legame tra migrazione e sviluppo economico, della sicurezza, della salute, dell'agricoltura sostenibile e dell'educazione delle nuove generazioni.

Da parte sua, il Ministro della Salute del Niger ha sentitamente ringraziato  l'Italia per questa donazione, spiegando che "questi dispositivi saranno destinati al Ministero della Salute e contribuiranno a migliorare la cura delle persone colpite dal COVID-19, a livello delle strutture di riferimento in Niger". La cerimonia si è infine conclusa con la firma dei documenti tra le due parti e il ricevimento della donazione.

 

Otto capsules per promuovere i diritti delle persone con disabilità

Sono da oggi disponibili le otto capsules in francese e nelle quattro lingue nazionali del Burkina Faso, che presentano la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, la legislazione nazionale esistente in materia di disabilità, le procedure di ottenimento della carta d'invalidità e le informazioni relative al certificato medico di invalidità. Otto dialoghi facilmente accessibili e comprensibili che affrontano tematiche trasversali, dalla disabilità, all'inclusione, dall diritto all'istruzione al diritto a realizzare le proprie aspirazioni.

Le capsules sono state prodotte nell'ambito del progetto Bridiging the Gap II, un'iniziativa realizzata in cinque paesi con il sostegno dell'Unione Europea e delle Agenzie di Cooperazione austriaca, italiana e spagnola, in collaborazione con la rete internazionale delle organizzazioni di persone con disabilità. Nello specifico, l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) è responsabile dell'attuazione dell'iniziativa in Burkina Faso e in Sudan.

In Burkina Faso, il progetto mira a promuovere l'accesso alla salute, una questione prioritaria per le persone con disabilità. L'OMS, infatti, stima le persone con disabilità rappresentino il 15% della popolazione mondiale, l'80% dei quali vive nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo, dove l'accesso ai servizi sanitari, all'istruzione e al lavoro è nettamente inferiore. La maggior parte delle persone con disabilità, inoltre, appartiene alla fascia economicamente più vulnerabile della popolazione. Di conseguenza, il costo dell'assistenza sanitaria è spesso capace di innescare una spirale negativa, tale per cui le persone disabili e le loro famiglie rischiano di non essere più in grado di soddisfare i propri bisogni primari.

Il Burkina Faso è stato uno dei primi paesi a ratificare la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CRPD). In questo senso, la legge 012 del 2010 ha recepito i principi della CRPD e prevede misure di protezione e inclusione che sono state poi elaborate in specifici decreti, come quello sulla carta d'invalidità. Da qui nasce l'esigenza di sensibilizzare l'opinione pubblica del paese in merito alla CRPD e alle sue forme di applicazione.

A tal fine, il progetto Bridging the Gap II ha collaborato con l'Espace Culturel Gambidi, che ha prodotto otto storie sui diritti delle persone con disabilità. Le otto capsule, già trasmesse su Radio Gambidi, sono state prodotte da Weninmi Hyacinthe Kabré in stretta collaborazione con il Consiglio Nazionale Multisettoriale per i Diritti delle Persone con Disabilità e con partner istituzionali, di concerto con le associazioni burkinabé di persone con disabilità.

La versione francese delle capsule è disponibile in diversi formati, tra cui MP4 e Video (YouTube e Whatsapp), mentre i testi scritti possono essere facilmente scaricati direttamente dal nostro sito. Le versioni moore, djoula, fulfuldé e gourmantchema, invece, sono disponibili in formato MP4, ma a breve saranno disponibili anche in formato Video. Per qualsiasi richiesta o informazione, si prega di contattare la referente del progetto all'indirizzo e-mail dolores.mattossovich@aics.gov.it.

Se anche voi volete rendere questa società più inclusiva, contribuite alla diffusione di queste capsule.

 

Il supporto della cooperazione italiana nella lotta contro il COVID-19 nell’ambito del progetto PAPEV

Il 07 agosto si è svolta a Niamey la cerimonia ufficiale di consegna di un importante lotto di attrezzature destinato al governo della Repubblica del Niger e al piano di risposta al COVID-19, nell'ambito del Projet d’Appui à la Protection des Enfants Victimes de la Violations de leurs droits (PAPEV). Nello specifico, il lotto si compone di materiale igienico, attrezzature e kit di riabilitazione per la cura immediata di bambini in situazione di difficoltà del Centro di accoglienza per minori di Agadez e del carcere minorile di Niamey.

PAPEV è un'iniziativa regionale che mira allo sviluppo di una strategia regionale per la tutela e promozione dei diritti dell’infanzia in armonia con le Convenzioni internazionali per la creazione, nei Paesi coinvolti dell'Africa occidentale tra cui il Niger, di servizi di protezione per bambini vittime di abuso e accompagnamento nelle famiglie di origine per bambini vittime di tratta.

Il dono al Governo del Niger è stato consegnato da Liliane Alapini, Rappresentante della CEDEAO nella Repubblica del Niger, a Elback Zeinabou Tari Bako, Ministra per la Promozione delle Donne e la Protezione dell'Infanzia, alla presenza di Moumouni Kalibou Mariama, Coordinatrice Nazionale del PAPEV che rappresenta l'Ufficio Regionale dell'UNHCR in Niger e del Delegato a rappresentare l'AICS di Ouagadougou, il Dott. Lorenzo Bianco, amministratore dei programmi di emergenza in Niger.

In occasione della cerimonia, la Ministra per la Promozione della Donna e la Protezione dell'Infanzia e la Rappresentante della CEDEAO in Niger hanno salutato la Cooperazione Italiana per il suo sostegno al governo nigerino nella lotta contro la pandemia di COVID-19. Si é poi ribadito l'impegno e la determinazione delle rispettive istituzioni a lavorare di concerto nel quadro della protezione dei bambini vittime di violazioni dei loro diritti e di quelli che si trovano in situazioni difficili, così come le persone vulnerabili nell'area sub-regionale, soprattutto in Niger.

Missione di monitoraggio nell’ambito del progetto “Lotta alla malnutrizione cronica infantile nella Regione del Centro Ovest del Burkina Faso”

Dal 21 al 23 luglio la sede AICS di Ouagadougou ha effettuato una missione di monitoraggio nell'ambito del progetto “Lotta alla malnutrizione cronica infantile nella Regione del Centro Ovest del Burkina Faso”, un progetto di durata triennale finanziato dall'AICS, il cui obiettivo è quello di contribuire al miglioramento dello stato nutrizionale e dello stato di salute di bambini e donne nella regione del Centro-Ovest del paese e in particolare nei distretti sanitari di Leo, Nanoro, Reo, Tenado e Sapouy.

Nello specifico, il progetto si prefigge di ridurre il tasso di malnutrizione cronica e il tasso di anemia nei bambini con meno di 2 anni, rispettivamente, del 15% e 20%, seguendo una strategia di attuazione che si basa sulle indicazioni contenute nel Piano Nazionale per la transizione verso la scala di alimentazione per neonati e bambini piccoli (ANJE).

Il fine della missione è stato quello di osservare l'esecuzione delle varie attività previste dal progetto di prevenzione della malnutrizione cronica, realizzate dalle OSC Medicus Mundi Italia e LVIA nelle province del Boulkiemde (distretto sanitario di Nanoro) del Sanguie (distretti sanitari di Reo e Tenado) della Sissily (distretto sanitario di Leo) e dello Ziro (distretto sanitario di Sapouy).

La missione si è aperta il 21 luglio, con una prima presentazione dei partecipanti e il benvenuto da parte del Direttore Regionale della Salute (DRS) del Centro-Ovest, il Dott. Moussa SANA, e del Rappresentante Paese di Medicus Mundi Italia, Il Dott. Virginio PIETRA, il quale ha proceduto ad una presentazione del progetto, con un focus sulla malnutrizione, sulle sue cause e sulla strategia che l'ONG di Brescia adotta per prevenirla. In seguito, la parola è passata a Sylvie ZONGO, nutrizionista di LVIA, che ha presentato la componente comunitaria del progetto di competenza di LVIA.

Ha fatto seguito un dibattito animato dal Dott. Rodrigue THIOMBIANO, medico responsabile del progetto per LVIA, il Dott. Joseph Moukassa KABORE, attaché in salute ed epidemiologia della DRS Centro Ovest, Nouratoulaye NAPON, Focal Point Nutrizione della DRS Centro Ovest, Elisa CHIARA, Liaison Program Officer di Medicus Mundi Italia, Chiara RUFFATO, Programme Officer di AICS Ouagadougou e Domenico BRUZZONE, Direttore di AICS Ouagadougou.

Il giorno seguente, dopo una prima tappa al distretto sanitario di Tenado per l'incontro con il Medico Capo Distretto, il Dott. Hamado Francis SAWADOGO, l'equipe dell'AICS si è diretta al centro di salute di Koukouldi per partecipare ad una visita di monitoraggio della crescita dei bambini, durante la quale vengono misurati il peso, l'altezza e il perimetro brachiale. L'equipe ha, quindi, incontrato il Focal Point Nutrizione Gnama BAKO, le ostetriche e le assistenti. Dopodiché, l'equipe si è poi spostata di qualche metro per seguire, all'ombra di un albero di mango, una dimostrazione culinaria per le mamme di Koukouldi, animata dal supervisore delle animatrici del distretto di Tenado, Emma KANSOLE, la quale ha illustrato in che modo preparare un alimento completo per bambini, a base di farina torrefatta di sorgo, uova e succo dei frutti della liana goïne (Saba senegalensis), particolarmente abbondanti in questo periodo dell'anno.

Nel pomeriggio, l'equipe si è trasferita a Reo, per incontrare l'Union des Groupements Fémins di Reo e Tenado, un'organizzazione a base comunitaria contrattualizzata da LVIA per la messa in opera della componente comunitaria del progetto.

Nel corso dell'ultimo giorno, l'équipe ha incontrato i responsabili del distretto sanitario di Reo e visitato il centro di salute di Perkouan, dove l'animatrice Claudine BAKYONO ha illustrato le tappe per la preparazione dei complementi alimentari per i bambini affetti da malnutrizione moderata. La pappa preparata era a base di ortaggi, polvere di pesce secco e soumbala, una pasta fermentata che si prepara con il seme di néré, con l'aggiunta di succo dei frutti della lian. La missione si è conclusa con l'osservazione all'interno del centro di salute della gestione clinica dei casi di malnutrizione moderata.

 

 

Cerimonia di consegna degli assegni a 375 giovani imprenditori burkinabé, beneficiari del progetto JEM Centre-Est

Dal 2017, l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) implementa il progetto "Renforcement de l’employabilité et de l'entreprenariat des jeunes pour réduire les risques de migration irrégulière dans la région du Centre-Est (JEM-Centre Est)", co-finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), il cui obiettivo generale del progetto è quello di promuovere attività generatrici di reddito e di rafforzare l'occupabilità dei giovani come alternativa all'immigrazione irregolare, ma anche di promuovere la loro integrazione socio-professionale.

Dall'inizio del progetto, sono stati formati 750 giovani della regione Centre-Est nelle tecniche per la creazione e la gestione di microimprese. Con il supporto di specialisti, inoltre, i 750 beneficiari hanno elaborato dei business plan che sono stati poi valutati da comitati di selezione istituiti in ciascuno dei 30 comuni della regione con rappresentanti dei servizi tecnici decentrati e dell'OIM. Di questi però s0lo la metà ha potuto beneficiare di un sostegno finanziario.

Al fine di realizzare delle imprese strutturate, produttive e sostenibili, il progetto ha dapprima formalizzato le 375 attività con il Centro per la Formalizzazione delle Imprese (CEFORE) e ha in seguito stabilito un partenariato con due istituzioni finanziarie per la gestione dei fondi. Infine, tale percorso è completato da un monitoraggio e da un supporto continuo e individuale offerto dalle ONG.

E' in questo contesto che il 7 luglio si è svolta a Tenkodogo la cerimonia ufficiale di consegna degli assegni ai giovani imprenditori, in presenza delle autorità e dei partner, tra cui il Capomissione dell'OIM, il Ministro della Gioventù e della Promozione dell'imprenditoria giovanile, l'Ambasciatore del Belgio in Burkina Faso e il Direttore dell'AICS di Ouagadougou.

La cerimonia ha così segnato l'effettivo avvio delle attività imprenditoriali dei 375 giovani promotori della regione Centre-Est attraverso l'erogazione dei fondi necessari (750 milioni di FCFA) per la realizzazione dei vari progetti.