profilo e obiettivi

La sede di Ouagadougou, riaperta nel 2013 in seguito alla sigla dell’Accordo Quadro di Cooperazione sottoscritto dal Ministro per la Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi e dal Ministro degli Esteri burkinabé Djibril Bassolé, è competente per le iniziative di cooperazione e di emergenza in Burkina Faso e in Niger. I due paesi sono partner storici della Cooperazione italiana: in più di 25 anni di interventi, il Burkina Faso è stato destinatario di 107 milioni di euro a dono, mentre il Niger, nonostante sia stato spesso attraversato da instabilità politica e crisi sistemiche, è stato destinatario di costanti i flussi di aiuto. Nel periodo 1984-2012, infatti, sono stati destinati finanziamenti a dono per un totale di quasi 135 milioni di euro.

La Cooperazione Italiana in Burkina Faso è intervenuta tradizionalmente nei settori sanitario e dello sviluppo rurale, oltre che per iniziative di emergenza. Il recente reinserimento del Burkina Faso tra i Paesi prioritari per l’approvazione di nuove iniziative da parte della Cooperazione Italiana pone in evidenza il ruolo di primo piano del paese nel contesto della regione saheliana così come la volontà dell’Italia di impegnarsi nel Sahel e di rafforzare il proprio supporto nei settori tradizionali della salute e dello sviluppo rurale, ma anche nei settori della formazione professionale, della creazione di impiego e dell’inclusione di genere e delle persone con disabilità.

Non solo, considerata la grave, crescente e multidimensionale crisi umanitaria in corso nel paese, la Cooperazione Italiana sta orientando le proprie iniziative anche verso il settore dell’emergenza. Dall’inizio del 2018 ad oggi, infatti, sono in costante aumento fenomeni di terrorismo rivendicato, di banditismo, come pure di conflitti intercomunitari per l'accesso alle risorse, che determinano massivi spostamenti interni di popolazioni. Allo stato attuale si considera che siano 2,2 milioni le persone che necessitano di assistenza umanitaria, tra cui 765.000 sfollati interni.

Per quanto concerne il Niger, invece, oltre al settore dello sviluppo rurale, la Cooperazione Italiana ha svolto in passato il ruolo di capofila nel settore della lotta alla desertificazione nel paese. Dopo una breve parentesi e con il superamento della critica situazione politica venutasi a creare nel 2010, anche il Niger è tornato dal 2012, nel novero dei Paesi prioritari per la Cooperazione Italiana, che interviene nel paese con iniziative di cooperazione allo sviluppo, in ambito rurale, socio-sanitario e lavorativo, e di emergenza, considerato il progressivo aggravarsi della situazione umanitaria, in particolar modo, nelle regioni di Diffa, Tahoua e Tillabery. Allo stato attuale, infatti, si stima che in Niger circa 2.3 milioni di persone abbiano bisogno di assistenza umanitaria.