Lanciato AgrEcoNUS+, il programma per valorizzare le colture dimenticate e accompagnare la transizione agroecologica in Africa

Finanziato dall’Unione Europea con 16 milioni di euro e dalla Cooperazione Italiana con 2 milioni, il programma coinvolge nove Paesi dell’Africa occidentale, orientale e australe Si è svolto giovedì 1° ottobre 2026, online, il lancio internazionale di AgrEcoNUS+ (Enhancing value chains and markets of Neglected and Underutilized crop Species to contribute to Agroecological transition in […]

Data:

2 Ottobre 2026

Tempo di lettura:

4 min

Esposizione NUS

Finanziato dall’Unione Europea con 16 milioni di euro e dalla Cooperazione Italiana con 2 milioni, il programma coinvolge nove Paesi dell’Africa occidentale, orientale e australe
Si è svolto giovedì 1° ottobre 2026, online, il lancio internazionale di AgrEcoNUS+ (Enhancing value chains and markets of Neglected and Underutilized crop Species to contribute to Agroecological transition in Africa), programma regionale dedicato alla valorizzazione delle specie coltivate trascurate e sottoutilizzate (NUS, Neglected and Underutilized Species) e al loro contributo alla transizione agroecologica dei sistemi agroalimentari africani.
Il programma punta a rafforzare la produzione, le catene del valore e i mercati delle NUS, promuovendone al tempo stesso la conservazione e l’uso sostenibile, il consumo e una maggiore integrazione nelle politiche e nelle strategie nazionali e regionali.
All’evento, moderato da Famara Diédhiou dell’Alliance for Food Sovereignty in Africa (AFSA), hanno partecipato rappresentanti delle principali istituzioni che sostengono e accompagnano il programma: Christophe Larose (Commissione Europea – DG INTPA), Marco Riccardo Rusconi, Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), Nigel Brett (IFAD) e Vivien Osele (Cooperazione Svizzera – SDC).
Sono intervenuti inoltre Million Belay (AFSA) e Moumini Savadogo, Direttore Esecutivo del CORAF, offrendo una prospettiva continentale sul ruolo delle NUS e dell’agroecologia nella trasformazione dei sistemi alimentari africani. Il quadro generale di AgrEcoNUS+ è stato presentato da Filippo Acasto (AICS) e Rikke Olivera (IFAD), mentre Saturnin Kouma Kossy (SWISSAID) e Hamid El Bilali (CIHEAM Bari) hanno illustrato le esperienze e i risultati dei progetti CROPS4HD e SUSTLIVES, sui quali AgrEcoNUS+ costruisce parte del proprio approccio. Le conclusioni sono state affidate a Wole Fatunbi del Forum for Agricultural Research in Africa (FARA).
Le “colture di opportunità”: una risorsa per i sistemi alimentari africani
Amaranto, arachide Bambara, manioca, patata dolce, moringa, gombo, rosella, patata Frafra e molte altre specie e varietà tradizionali africane sono state storicamente meno considerate dalla ricerca, dagli investimenti, dai mercati e dalle politiche agricole rispetto alle principali colture commerciali e alimentari.
Eppure, molte di queste colture presentano caratteristiche particolarmente rilevanti per la transizione agroecologica: sono adattate ai contesti locali e alle condizioni climatiche, contribuiscono alla diversificazione dei sistemi produttivi e delle diete e rappresentano un importante patrimonio di biodiversità agricola e di conoscenze tradizionali. Diverse NUS presentano inoltre caratteristiche nutrizionali di particolare interesse e possono contribuire alla resilienza delle comunità rurali di fronte agli shock climatici ed economici.
In un contesto in cui la sostenibilità dei sistemi agroalimentari, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la tutela dell’agrobiodiversità assumono un’importanza crescente, la valorizzazione delle NUS può contribuire alla diversificazione della produzione e delle diete, al rafforzamento della resilienza delle comunità e alla promozione di sistemi agroalimentari più sostenibili e inclusivi.
Obiettivi e risultati attesi
Con una durata di 48 mesi, AgrEcoNUS+ intende contribuire a migliorare la sicurezza alimentare e nutrizionale e a rafforzare la resilienza dei sistemi agroalimentari agli shock climatici e socio-economici, facendo delle NUS una leva concreta per la transizione agroecologica.
Il programma si articola attorno a tre principali ambiti di intervento:
• Produzione e sistemi sementieri: aumentare l’accesso e l’utilizzo delle NUS da parte dei produttori, con particolare attenzione a donne e giovani, e promuovere pratiche agroecologiche attraverso ricerca partecipativa, valorizzazione delle conoscenze locali, selezione varietale partecipativa, conservazione e scambio della diversità genetica, sistemi sementieri gestiti dagli agricoltori, banche comunitarie delle sementi e attività di formazione e rafforzamento delle capacità;
• Mercati, catene del valore e consumo: rafforzare le catene del valore e ampliare i mercati dei prodotti agroecologici e basati sulle NUS, sostenendo organizzazioni di produttori, cooperative, micro, piccole e medie imprese e altri attori delle filiere, favorendo al contempo una maggiore conoscenza e domanda di questi prodotti da parte dei consumatori;
• Politiche e istituzioni: contribuire alla creazione di un ambiente politico e istituzionale favorevole alla valorizzazione delle NUS, all’agroecologia e ai sistemi sementieri gestiti dagli agricoltori, rafforzando il dialogo tra ricerca, produttori, società civile e istituzioni e favorendo lo scambio di conoscenze e il coordinamento a livello nazionale, regionale e continentale.
Nove Paesi e un ampio partenariato
AgrEcoNUS+ interviene in Burkina Faso, Côte d’Ivoire, Ghana, Guinea, Mauritania, Niger, Senegal, Tanzania e Zimbabwe, mettendo in rete esperienze e organizzazioni dell’Africa occidentale, orientale e australe.
AICS, in qualità di lead entrusted entity del programma, ne assicura il coordinamento complessivo. L’implementazione coinvolge CIHEAM Bari nei Paesi dell’Africa occidentale e IFAD, in partenariato con SWISSAID, in Niger, Tanzania e Zimbabwe, secondo una struttura che permette di mettere in comune esperienze maturate in diversi contesti africani.
Complessivamente, AgrEcoNUS+ mobilita un’ampia rete di organizzazioni africane ed europee, tra istituzioni pubbliche, università e centri di ricerca, organizzazioni della società civile, reti di produttori e organizzazioni regionali. Tra i partner e le organizzazioni coinvolte figurano, tra gli altri, FiBL, AFSA, CORAF, ROPPA, Alliance of Bioversity International and CIAT, Università di Torino, CNR e Università Joseph Ki-Zerbo di Ouagadougou.
AgrEcoNUS+ è finanziato dall’Unione Europea con 16 milioni di euro nell’ambito dell’iniziativa DeSIRA+, con un cofinanziamento di 2 milioni di euro della Cooperazione Italiana, per un valore complessivo di 18 milioni di euro.
Il programma valorizza e amplia le esperienze maturate attraverso SUSTLIVES, coordinato da AICS con CIHEAM Bari in Burkina Faso e Niger, e CROPS4HD, implementato da SWISSAID e dai suoi partner, portandone approcci, conoscenze e risultati su una scala geografica più ampia.
Al lancio internazionale seguiranno eventi nazionali e momenti di confronto con gli stakeholder nei Paesi di intervento, con l’obiettivo di adattare l’azione del programma ai diversi contesti e rafforzare il coinvolgimento delle istituzioni, della ricerca, delle organizzazioni di produttori, della società civile e del settore privato.
Con AgrEcoNUS+, la Cooperazione Italiana, insieme all’Unione Europea e ai partner africani, rinnova il proprio impegno a sostegno dell’agrobiodiversità, della valorizzazione delle colture trascurate e sottoutilizzate e della transizione agroecologica in Africa. Un percorso che si inserisce nella continuità delle esperienze maturate con SUSTLIVES e ORPH-CROPS, rafforzando la collaborazione con istituzioni, ricerca e organizzazioni africane per promuovere sistemi agroalimentari sempre più sostenibili, resilienti e inclusivi.

Ultimo Aggiornamento 02/10/2026, 15:35