Partecipazione dell’AICS al « Forum d’échanges avec les journalistes et les managers des médias sur l’information et les migrations dans le contexte de la crise de la COVID-19 au Niger »

Niamey, 3 Maggio 2021

– In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, l’AICS, rappresentata dalla Coordinatrice dei programmi emergenza Muhameda Tulumovic, a nome del Direttore dell’AICS di Ouagadougou Domenico Bruzzone, ha preso parte alla cerimonia di apertura del « Forum d’échanges avec les journalistes et les managers des médias sur l’information et les migrations dans le contexte de la crise de la COVID-19 au Niger »

Il forum, organizzato dall’Ufficio regionale dell’UNESCO per l’Africa dell’Ovest (Sahel) e con il sostegno dell’Association des journalistes pour la sécurité et les migrations (AJ-SEM/Niger), è stata un’importante occasione di scambi e condivisione di esperienze e buone pratiche tra giornalisti, esperti di media migrazioni e salute pubblica, rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite e della società civile sul trattamento dell’informazione sulle migrazioni in Niger.

Questo forum lancerà un’iniziativa a sostegno dei media nigerini al fine di produrre e diffondere contenuti editoriali di qualità sui vari aspetti della migrazione quali la migrazione irregolare, la migrazione circolare, i diritti dei migranti, la migrazione economica intra-regionale, etc. Inizialmente, i media nigerini saranno invitati a sottoporre all’AJ-SEM dei piani strategici di produzione e diffusione di contenuti editoriali per i prossimi cinque mesi. Questi piani verranno analizzati con criteri editoriali rigorosi da un comitato di selezione composto da esperti di media e di migrazioni e incaricato di selezionare le sei migliori proposte.
Tra maggio e settembre 2021, saranno quindi coinvolti sei media (02 del settore televisivo, 2 radio, 1 media della stampa scritta e 1 media della stampa online), ai quali verrà data la possibilità di essere accompagnati e sostenuti nella creazione di “Desk Migrations” all’interno delle loro redazioni. L’attività prevede altresì una missione dei media coinvolti ad Agadez per produrre reportage in questa città nigerina nota per essere il crocevia delle partenze di candidati africani all’emigrazione irregolare e di ritorni per i migranti rimpatriati. L’obiettivo è quello di fornire un migliore accesso a informazioni di qualità al pubblico nigerino (in linea con l’Obiettivo di sviluppo sostenibile 16, target 10), in particolare alle ragazze e ai ragazzi, in modo che possano prendere decisioni consapevoli sulle questioni migratorie nel contesto della crisi COVID-19.

Infatti, come riportato dalla Dott.ssa Tulumovic nel suo discorso alla cerimona di apertura del Forum, “nonostante le misure intraprese dagli Stati dell’area in risposta alla crisi del COVID-19 per limitare i movimenti e chiudere le frontiere, all’interno della CEDEAO e dei loro stessi confini, la migrazione non si è fermata. Piuttosto, il fenomeno ha dovuto adattarsi al deterioramento del contesto, traducendosi in una crescente difficoltà di accesso ai servizi sanitari e a diritti fondamentali quali cibo, acqua, alloggio e rifugio. Per tale ragione l’AICS auspica fortemente alla creazione dei “Desk Migrations” al fine di promuovere un’informazione obiettiva ed etica sui rischi dell’immigrazione irregolare e sulle reali opportunità di lavoro nei paesi di destinazione in modo tale da meglio gestire i flussi e salvare vite umane”.

Il Forum è parte del progetto triennale (2019-2021) “Autonomiser les jeunes en Afrique à travers les médias et la communication”, approvato dal Ministero italiano degli Affari esteri e Cooperazione Internazionale e dal Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo, nell’ambito del “Fondo Africa”, a cui l’AICS contribuisce in termini di supporto finanziario e operativo. Attraverso questo progetto, ora al suo terzo anno, AICS è riuscita a far formare in Niger oltre 100 giornalisti e a sostenere un seminario di formazione di giornalisti sulle migrazioni, un Forum con i media nigerini sul Protocollo di libera circolazione delle persone nell’ECOWAS, un seminario con artisti locali per produrre video clip sulla relazione tra informazione e migrazione, e tre workshop di formazione con le radio communitarie della regione di Zinder sulla migrazione femminile e la tratta delle persone, special modo i minori.

Di seguito alcuni link sulla copertura mediatica dell’evento:

https://www.actuniger.com/societe/17173-medias-et-migrations-au-niger-lancement-d-une-initiative-pour-une-information-de-qualite-dans-un-contexte-de-covid-19.html

http://businesschallengeniger.com/niger-migration-forum-dechanges-avec-les-medias-nigeriens-pour-une-information-de-qualite-sur-les-migrations/

http://www.mutations-niger.com/index.php/societe/138-forum-d-echange-avec-les-medias-pour-une-information-de-qualite-sur-les-migrations

http://www.nigerfocus.com/niger-une-centaine-de-productions-journalistiques-sur-la-migration-attendues-pour-les-cinq-prochains-mois/

 

Il racconto di Sarina e di altri 19 imprenditori e imprenditrici burkinabé sostenuti da Mani Tese

E' online sul canale YouTube di Mani Tese Ong Onlus la webserie composta da 20 brevi racconti, sottotitolati in francese e in italiano, di produttori e imprenditori burkinabé che, grazie al sostegno del progetto triennale “Imprese sociali innovative e partecipazione dei migranti per l’inclusione sociale in Burkina Faso", hanno potuto valorizzare le proprie produzioni agroecologiche e contribuire, anche grazie al supporto della diaspora burkinabé in Italia, a creare una filiera agroalimentare sostenibile di qualità nel Paese.

Si tratta di 20 storie di donne e uomini determinati, che grazie al supporto di Mani Tese Ong Onlus e al cofinanziamento dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, hanno visto crescere le proprie attività produttive e imprenditoriali e hanno deciso di condividere i risultati raggiunti, raccontandosi in 20 brevi messaggi promozionali.

Tra questi c'è Sarina, presidente di Beog Neere, una cooperativa di donne che ha sede a Koudougou, nella regione di Centre-Ouest del Burkina Faso. Beog Neere nasce dal volere di Sarina, che per emancipare le donne della sua comunità, ha deciso di riunirle e di capire con loro cosa potessero fare per rendersi economicamente autonome. E' così che hanno iniziato con la trasformazione di diversi prodotti, prettamente spezie, per poi dedicarsi a quella del pomodoro, dal quale ottengono la passata, la salsa per il To (polenta) e la confettura spalmabile.

Grazie al progetto, Beog Neere Sarina ha potuto ottenere un finanziamento che l'ha aiutata, assieme al resto delle donne, a sviluppare l’impresa: ha acquistato le casse per trasportare il pomodoro, un mototriciclo per portare i pomodori dal campo alla sede dove vengono lavorati, dei macchinari di trasformazione e una vetrina di esposizione per poter commercializzare al meglio i suoi prodotti.

Orgogliosa, nel suo video promozionale afferma: "Beog Neere significa avere un domani radioso e migliore di oggi". Il suo sogno? Riuscire ad esportare i prodotti prima in capitale e poi all'estero, rendendo, così, ogni donna della sua cooperativa autonoma e indipendente economicamente.

Avviato nel luglio del 2018 e implementato nelle province di Boulgou e Boulkiemdé, il progetto nasce con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita della popolazione rurale del Burkina Faso, favorendo la crescita di imprese di produzione e trasformazione agro-alimentare tecnologiche e innovative costituite prevalentemente da donne e giovani. Il tutto, nell’ottica di promuovere prodotti locali sani e innovativi, che possono essere poi commercializzati tramite il canale di distribuzione dell’impresa sociale Ke du Burkinabé nella città di Ouagadougou e sponsorizzati tramite campagne di sensibilizzazione sul consumo locale e sano.

Per saperne di più, consultate il blog così come la pagina web dedicati al progetto.

Ph: Matteo De Mayda e Mani Tese

 

 

 

Giunge alla sua conclusione il progetto triennale ISJF, realizzato nella provincia di Seno per contribuire alla stabilità regionale e ad una migliore gestione delle migrazioni

Il 30 aprile 2020 si è concluso il progetto triennale ISJF, “Inserimento e stabilizzazione socio-economica di giovani e donne nella Provincia del Séno”, realizzato nell’ambito del Fondo Fiduciario dell'Unione Europea di Emergenza per l’Africa per un totale di 5,2 milioni di euro (3.410.976.400 Fcfa).

Iniziato il 1 gennaio 2017, il progetto JSJF è intervenuto nella provincia del Séno, che come le restanti province della regione del Sahel, dal 2016 è colpita da una crescente insicurezza, dovuta all’attivismo di diversi gruppi armati non statali.

Il terrorismo, unitamente al cambiamento climatico, al costante aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e alla crescita della popolazione, sono soltanto alcuni dei fattori che spingono un numero crescente di persone ad abbandonare i villaggi per trovare fonti di reddito alternative. Tra questi figurano soprattutto i giovani, i quali, non trovando un'occupazione stabile e adeguatamente remunerata così come opportunità di formazione professionale, lasciano le proprie zone d'origine per cercare lavoro altrove, anche nelle miniere d’oro, o, peggio, cedono alla tentazione di entrare a far parte di gruppi terroristici.

E’ in questo contesto che si è inserito il progetto ISJF, il cui obiettivo era quello di contribuire alla stabilità regionale nella Provincia del Séno e ad una migliore gestione delle migrazioni, combattendo le cause profonde dell’instabilità, degli spostamenti forzati delle popolazioni e della migrazione irregolare, accrescendo l’accessibilità economica, le pari opportunità, la sicurezza e lo sviluppo.

Per raggiungere tale obiettivo il progetto, grazie al supporto delle ONG implementartici, ossia OXFAM, CISV, Croce Rossa Spagnola e Humanité&Inclusion, mirava, innanzitutto, a migliorare la resilienza delle famiglie vulnerabili attraverso l’aumento delle produzioni agropastorali, la sicurezza fondiaria e la governance delle risorse naturali. A tale fine, il progetto si è articolato attorno al conseguimento di due risultati: l’aumento delle produzioni agropastorali e il miglioramento della governance locale delle risorse naturali e della sicurezza fondiaria.

In secondo luogo, il progetto mirava ad aumentare le entrate economiche di giovani e donne attraverso lo sviluppo di attività generatrici di reddito e a rinforzare la leadership femminile, la stabilità e la coesione sociale. A tal scopo, il progetto si è articolato attorno al conseguimento di due risultati: lo sviluppo di attività generatrici di reddito (micro-impresa, piccole imprese) e di formazioni a favore di giovani e donne e l’aumento della partecipazione dei gruppi vulnerabili alla governance economica locale e della concertazione sulle problematiche legate al contesto grazie ad un maggior accesso alle informazioni.

Dotato una pagina Facebook e di una playlist dedicata all’interno del canale YouTube dell’AICS Ouagadougou, al progetto ISJF è stata data ampia visibilità anche all’interno dei quotidiani locali, che hanno condiviso le storie di alcuni dei 20.000 beneficiari raggiunti dal progetto e raccontato alcune delle opere più significative realizzate nei sei comuni d’intervento, ossia Dori, Sampelga, Seytenga, Gorgadji, Falagountou et Bani.

Tra queste, figurano la costruzione dello stagno artificiale di Sampalga di 3600m2, profondo 3.5 m e creato per permettere agli allevatori di far abbeverare il proprio bestiame; la dotazione di 400 capi di bestiame a donne e giovani per promuovere l’allevamento di pollame e ruminanti; la costruzione del pozzo a Tiondi grazie al quale gli abitanti della zona non dovranno più percorrere lunghi chilometri a piedi per avere accesso all’acqua; e il supporto alla piscicoltura, che ha permesso a donne e uomini di incrementare i propri guadagni.

Altrettanto significative sono state anche le formazioni dispensate a 2.569 produttori, di cui il 56% donne su tematiche quali le tecniche di condizionamento, conservazione e trasformazione dei prodotti orticoli, le tecniche di produzione orticola e di produzione del compost, la formazione degli agenti ZAT e dei responsabili forestali sulle tecniche di gestione sostenibile delle risorse naturali, la formazione dei produttori di sementi del comune di Bani sulla buona gestione delle società cooperative, la formazione dei produttori sulla problematica della gestione sostenibile delle risorse naturali della provincia del Séno, la sensibilizzazione sulla legge 034 (legge fondiaria) relativa ai terreni rurali, le tecniche di allevamento del pollame e Farmer Business School.

Inoltre, il progetto ha finanziato una sovvenzione diretta all'ONG AGED per la realizzazione di una Adduzione di Acqua Potabile Semplificata (AEPS) nel comune di Bani, più precisamente nel villaggio di Pagalaga, della quale beneficeranno 10.150 persone, di cui 4.958 donne, ma anche 5.000 capi di bestiame e più di 10.000 capi di piccoli ruminanti.

Complessivamente, il tasso di realizzazione del progetto è positivo. Le percentuali di realizzazione dei risultati 1.1 e 1.2, infatti, sono rispettivamente dell’ordine del 80% e dell’86% mentre dei risultati 2.1 e 2.2 del 90% e del 170%, un successo se si considerano le condizioni di sicurezza precarie, che hanno spesso ostacolato l’esecuzione delle attività.

 

La cooperazione italiana al fianco del Ministero della Salute del Niger nella lotta contro il COVID-19

Il 3 settembre 2020, presso l'aeroporto militare di Niamey, si è svolta la cerimonia di consegna della donazione di materiale sanitario offerta dal Governo Italiano alla Repubblica del Niger nell'ambito del sostegno alla lotta contro il COVID-19, che testimonia ancora una volta l'impegno dell'Italia a sostegno del Niger in campo sanitario.

Alla cerimonia, presieduta dall'Ambasciatore d'Italia in Niger Marco Prencipe e dal Ministro della Salute del Niger Idi Illiassou, hanno partecipato, tra gli altri, i funzionari dei Ministeri della Difesa e della Salute Pubblica, personalità di alto rango dell'esercito italiano e nigerino e il Delegato a rappresentare l'AICS di Ouagadougou Saverio Frazzoli.

La donazione è composta da 8 ventilatori Siemens per l'assistenza ai malati di coronavirus, già calibrati e pronti all'uso, compresi di tubi per intubazione e un set di pezzi di ricambio, di cui 6 sono stati acquistati nell'ambito del programma di aiuti umanitari "Assistenza d'emergenza per rifugiati, sfollati, rimpatriati e comunità ospitanti nel lago Ciad - AID 11226/01/04".

Come ha sottolineato l'Ambasciatore d'Italia durante il suo discorso, "la donazione si aggiunge alle precedenti donazioni di medicinali e attrezzature mediche effettuate dall'Italia per sostenere gli sforzi del Governo nigerino per migliorare la salute della popolazione (...). Infatti, dal 24 aprile 2018, data della prima donazione, ad oggi, attraverso voli umanitari operati dal Comando Operativo delle Forze Armate del Ministero della Difesa, l'Italia ha effettuato 25 donazioni di attrezzature mediche nel settore sanitario per un totale di circa 1.725.822.867 FCFA.

La consegna di questa donazione dimostra, come osservato da l'Ambasciatore d'Italia, che "anche in tempi di particolare crisi, l'Italia non ha perso il suo spirito di solidarietà" e in questo senso "la cooperazione italiana si è mobilitata sin da subito per sostenere il Governo del Niger nelle sue attività di cura e prevenzione del coronavirus nel Paese", finanziando, inter alia, l'iniziativa di emergenza a sostegno delle popolazioni vulnerabili delle regioni di Tillabery e Tahoua, AID 12013.

Il Niger è uno dei Paesi prioritari per la cooperazione italiana e l'AICS di Ouagadougou, attraverso il suo ufficio di Niamey, è attivamente impegnata nel perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare nel campo degli aiuti umanitari, del legame tra migrazione e sviluppo economico, della sicurezza, della salute, dell'agricoltura sostenibile e dell'educazione delle nuove generazioni.

Da parte sua, il Ministro della Salute del Niger ha sentitamente ringraziato  l'Italia per questa donazione, spiegando che "questi dispositivi saranno destinati al Ministero della Salute e contribuiranno a migliorare la cura delle persone colpite dal COVID-19, a livello delle strutture di riferimento in Niger". La cerimonia si è infine conclusa con la firma dei documenti tra le due parti e il ricevimento della donazione.

 

Otto capsules per promuovere i diritti delle persone con disabilità

Sono da oggi disponibili le otto capsules in francese e nelle quattro lingue nazionali del Burkina Faso, che presentano la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, la legislazione nazionale esistente in materia di disabilità, le procedure di ottenimento della carta d'invalidità e le informazioni relative al certificato medico di invalidità. Otto dialoghi facilmente accessibili e comprensibili che affrontano tematiche trasversali, dalla disabilità, all'inclusione, dall diritto all'istruzione al diritto a realizzare le proprie aspirazioni.

Le capsules sono state prodotte nell'ambito del progetto Bridiging the Gap II, un'iniziativa realizzata in cinque paesi con il sostegno dell'Unione Europea e delle Agenzie di Cooperazione austriaca, italiana e spagnola, in collaborazione con la rete internazionale delle organizzazioni di persone con disabilità. Nello specifico, l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) è responsabile dell'attuazione dell'iniziativa in Burkina Faso e in Sudan.

In Burkina Faso, il progetto mira a promuovere l'accesso alla salute, una questione prioritaria per le persone con disabilità. L'OMS, infatti, stima le persone con disabilità rappresentino il 15% della popolazione mondiale, l'80% dei quali vive nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo, dove l'accesso ai servizi sanitari, all'istruzione e al lavoro è nettamente inferiore. La maggior parte delle persone con disabilità, inoltre, appartiene alla fascia economicamente più vulnerabile della popolazione. Di conseguenza, il costo dell'assistenza sanitaria è spesso capace di innescare una spirale negativa, tale per cui le persone disabili e le loro famiglie rischiano di non essere più in grado di soddisfare i propri bisogni primari.

Il Burkina Faso è stato uno dei primi paesi a ratificare la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CRPD). In questo senso, la legge 012 del 2010 ha recepito i principi della CRPD e prevede misure di protezione e inclusione che sono state poi elaborate in specifici decreti, come quello sulla carta d'invalidità. Da qui nasce l'esigenza di sensibilizzare l'opinione pubblica del paese in merito alla CRPD e alle sue forme di applicazione.

A tal fine, il progetto Bridging the Gap II ha collaborato con l'Espace Culturel Gambidi, che ha prodotto otto storie sui diritti delle persone con disabilità. Le otto capsule, già trasmesse su Radio Gambidi, sono state prodotte da Weninmi Hyacinthe Kabré in stretta collaborazione con il Consiglio Nazionale Multisettoriale per i Diritti delle Persone con Disabilità e con partner istituzionali, di concerto con le associazioni burkinabé di persone con disabilità.

La versione francese delle capsule è disponibile in diversi formati, tra cui MP4 e Video (YouTube e Whatsapp), mentre i testi scritti possono essere facilmente scaricati direttamente dal nostro sito. Le versioni moore, djoula, fulfuldé e gourmantchema, invece, sono disponibili in formato MP4, ma a breve saranno disponibili anche in formato Video. Per qualsiasi richiesta o informazione, si prega di contattare la referente del progetto all'indirizzo e-mail dolores.mattossovich@aics.gov.it.

Se anche voi volete rendere questa società più inclusiva, contribuite alla diffusione di queste capsule.

 

Il supporto della cooperazione italiana nella lotta contro il COVID-19 nell’ambito del progetto PAPEV

Il 07 agosto si è svolta a Niamey la cerimonia ufficiale di consegna di un importante lotto di attrezzature destinato al governo della Repubblica del Niger e al piano di risposta al COVID-19, nell'ambito del Projet d’Appui à la Protection des Enfants Victimes de la Violations de leurs droits (PAPEV). Nello specifico, il lotto si compone di materiale igienico, attrezzature e kit di riabilitazione per la cura immediata di bambini in situazione di difficoltà del Centro di accoglienza per minori di Agadez e del carcere minorile di Niamey.

PAPEV è un'iniziativa regionale che mira allo sviluppo di una strategia regionale per la tutela e promozione dei diritti dell’infanzia in armonia con le Convenzioni internazionali per la creazione, nei Paesi coinvolti dell'Africa occidentale tra cui il Niger, di servizi di protezione per bambini vittime di abuso e accompagnamento nelle famiglie di origine per bambini vittime di tratta.

Il dono al Governo del Niger è stato consegnato da Liliane Alapini, Rappresentante della CEDEAO nella Repubblica del Niger, a Elback Zeinabou Tari Bako, Ministra per la Promozione delle Donne e la Protezione dell'Infanzia, alla presenza di Moumouni Kalibou Mariama, Coordinatrice Nazionale del PAPEV che rappresenta l'Ufficio Regionale dell'UNHCR in Niger e del Delegato a rappresentare l'AICS di Ouagadougou, il Dott. Lorenzo Bianco, amministratore dei programmi di emergenza in Niger.

In occasione della cerimonia, la Ministra per la Promozione della Donna e la Protezione dell'Infanzia e la Rappresentante della CEDEAO in Niger hanno salutato la Cooperazione Italiana per il suo sostegno al governo nigerino nella lotta contro la pandemia di COVID-19. Si é poi ribadito l'impegno e la determinazione delle rispettive istituzioni a lavorare di concerto nel quadro della protezione dei bambini vittime di violazioni dei loro diritti e di quelli che si trovano in situazioni difficili, così come le persone vulnerabili nell'area sub-regionale, soprattutto in Niger.